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Incontro con Giuseppe Tornatore
25 Novembre 2012 - 25 Novembre 2012
ore 19.00
Incontro con Giuseppe Tornatore
 
a seguire
La sconosciuta (2006)
Regia: Giuseppe Tornatore; soggetto e sceneggiatura: G. Tornatore, con la collaborazione di Massimo De Rita; fotografia: Fabio Zamarion; montaggio: Massimo Quaglia; musiche: Ennio Morricone; costumi: Nicoletta Ercole; scenografia: Tonino Zera; suono: Gilberto Martinelli; interpreti: Ksenia Rappoport, Michele Placido, Claudia Gerini, Piera Degli Esposti, Alessandro Haber, Pierfrancesco Favino; origine: Italia; produzione: Medusa Film, Manigolda Film, Sky; durata: 120′
Una metropoli italiana, oggi. Irena è una donna arrivata da qualche anno dall’Ucraina. Alle sue spalle ha un viaggio lungo e terribile e poi, in Italia, l’incontro con uomini senza scrupoli che si sono approfittati di lei, della sua ingenuità, della sua giovinezza. Malgrado sia passato tanto tempo, Irena non riesce ancora a dimenticare le tante umiliazioni e violenze subite. Ha un solo ricordo dolce, quello di un amore intenso che però ha perduto. Benché non sia più giovanissima, Irena è ancora una donna affascinante e, nonostante si nasconda dietro un’apparenza dimessa, nei suoi occhi brilla il fuoco della ribellione. Dopo lunghe e ragionate manovre, un giorno convince il portinaio del palazzo in cui vive ad aiutarla e a farla assumere come donna delle pulizie per il casermone di fronte. Irena si impegna senza risparmiarsi e lustra ogni angolo delle scale e dell’androne. Ma in realtà il suo obiettivo è un altro. Tiene d’occhio una famiglia di orafi che abita lì, gli Adacher. Donato e sua moglie Valeria si stanno separando e la loro unica figlia, Tea, sembra soffrirne particolarmente. Irena diventa amica di Gina, la loro anziana domestica e, pian piano, riesce ad entrare in quella casa. Gli Adacher la assumono come donna delle pulizie e Irena inizia a farsi strada nel cuore della piccola Tea. Un giorno, però, all’improvviso, ecco comparire un’ombra del passato di Irena, il suo antico aguzzino “Muffa”, che porta con sé una scia di nuovi orrori e violenze. «La sconosciuta, innescato da un moto d’umanistica pietà per le violenze e le umiliazioni che toccano a tante ragazze emigrate in Italia dai paesi dell’Est postcomunista, si concentra e si sviluppa appieno sul registro di un giallo dell’anima, un noir al femminile, una prolungata e tormentosa partita a scacchi con il passato che alza la posta dei facili pamphlet contro i recessi della cronaca più oscuri e ripugnanti. A sei anni da Malena, il regista più dotato e generoso della sua generazione sceglie le tonalità struggenti di un incubo che si materializza progressivamente negli occhi, nei gesti, nelle azioni della protagonista e del coro di esseri ambigui e sinistri evocati da una trance sul filo del rasoio di Hitchcock e di Polanski. […] La sinuosa onnipotenza di regia, insomma, non specula – come nei thriller seriali – sul pathos della povera perseguitata, bensì lo spende sul piano della lotta disperata per un potere alternativo a quello degli orridi fantasmi che le sono ormai alle spalle» (Caprara).
Ingresso gratuito
 
ore 21.30
Baarìa (2009)
Regia: Giuseppe Tornatore; soggetto e sceneggiatura: G. Tornatore; fotografia: Enrico Lucidi; scenografia: Maurizio Sabatini; costumi: Antonella Balsamo, Luigi Bonanno; musica: Ennio Morricone; montaggio: Massimo Quaglia; interpreti: Francesco Scianna, Margaret Madè, Nicole Grimaudo, Angela Molina, Lina Sastri, Gaetano Aronica; origine: Italia/Francia; produzione: Medusa Film, Quinta Communications; durata: 150′
«Le vicende di una famiglia siciliana, raccontate attraverso tre generazioni – dal capostipite Ciccio, al figlio Peppino, al nipote Pietro – e 50 anni di Storia italiana. Nella provincia di Palermo, durante il Ventennio fascista, Cicco, un modesto pecoraio, coltiva la passione per i libri e i poemi cavallereschi. Nel dopoguerra, mentre il paese versa nella fame e nella miseria, suo figlio Peppino scopre che il mondo è pieno di ingiustizie e, diventato un fervente comunista, si impegna a tempo pieno nella politica. Per questo, quando incontra Sarina e si innamora di lei, la loro unione viene osteggiata da tutti. Ma a volte la volontà e l’amore riescono a superare ogni ostacolo…» (www.cinematografo.it). «Non crediate ad un film di stampo neorealista. Baaria è visionario, sfarzoso, esagerato, pomposo. Ti travolge con un’inventiva che qua e là sfocia nel bozzetto, e regala nel finale una dimensione onirica ben poco originale. Ma strada facendo, ha momenti memorabili. Sul registro epico – la sequenza dell’occupazione dei braccianti – e soprattutto su quello intimo, familiare. Il gioco della memoria, la rievocazione del passato spingono Tornatore sul terreno del mito. […] Se Tornatore avesse girato il film 20-30 anni fa, ci avrebbe messo Franco e Ciccio, con lo stesso risultato: vittoria piena» (Crespi).

 

 

Date di programmazione