Home > “Fino al 10 ottobre al cinema Trevi la retrospettiva “La situazione comica (1934-1988)”
“Fino al 10 ottobre al cinema Trevi la retrospettiva “La situazione comica (1934-1988)”
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«Un film per comico: questa la soluzione adottata, con l'ambizione, forti dell'esperienza di Questi fantasmi, di scovare nella produzione di ogni comico un'opera non solo rappresentativa, ma anche meno conosciuta, e la tentazione, per contro, di non tralasciare del tutto i capisaldi della comicità. Non si poteva quindi prescindere da Imputato alzatevi!, memori dalla dichiarazione di Mario Mattoli: «La comicità in Italia si faceva in teatro. In Italia non esisteva proprio la stesura del film comico. C'era la corsetta alla Ridolini, qualche torta in faccia, ma niente di più. Un bel giorno io feci una pensata e misi assieme Simili, Guareschi, Maccari, Manzoni, insomma un bel gruppetto di umoristi già noti e meno, inclusi anche Steno, Metz e Marchesi, e dissi loro perché mai non mi facevano una stesura di film comico, con tanto di gag appositamente e intelligentemente studiate». L'allora critico Gianni Puccini colse la novità definendolo il primo film comico e da lì siamo partiti, non senza aver reso omaggio, nel contesto del cinema del Ventennio, a personaggi come i fratelli De Filippo (Non ti pago!), Vittorio De Sica (Tempo massimo) e i fratelli De Rege (Gli allegri masnadieri) che offrono una testimonianza concreta della contaminazione fra teatro, rivista e avanspettacolo. L'alto e il basso finalmente uniti ad altezza macchina da presa. È la comicità in divenire di un'autentica rarità come 6x8/48 (Tutta la città canta), film che desta subito interesse per la regia di Riccardo Freda, e di Botta e risposta di Mario Soldati, entrambi costruiti attorno a uno spettacolo di rivista con numeri canori e sketch comici.
Tralasciati, per assunto iniziale, sia i telefoni bianchi che le commedia all'italiana (ma qualcosa permane…), a offrire stimoli dagli anni Trenta agli anni Cinquanta sono proprio i film che mischiano linguaggi, situazioni, personaggi, come È arrivato il cavaliere! di Monicelli-Steno, ad uso e consumo della dialettica del signor "Ghe pensi mi!..." di Tino Scotti, o L'eroe sono io di Carlo Ludovico Bragaglia, dove la contaminazione è fra cinema e fotoromanzo, questa volta al servizio della vis comica di Renato Rascel. Comicità pura, in grado di migrare, spesso senza grandi variazioni, dal palcoscenico al grande schermo, frutto di una tradizione con forti connotazioni regionali e linguistiche (la retrospettiva offre, da questo punto di vista, una mappa della comicità, dal Nord al Sud), e quindi spaccato di un'Italia sulla via della ricostruzione, ove giungono gli influssi del neorealismo, piegati, ma solo in parte, nei duetti fra Totò e Fabrizi di Guardie e ladri di Monicelli-Steno.
Dal comico alla commedia il passo è breve ed ecco gli omaggi ai "colonnelli della risata" con opere singolari nella loro vasta filmografia: Sordi (Lo scapolo di Antonio Pietrangeli, più l'episodio di Un giorno in pretura di Steno), Manfredi (Le pillole di Ercole di Luciano Salce), Tognazzi (Il mantenuto, da lui stesso diretto) e Gassman (Lo scatenato di Franco Indovina), attraverso i quali si è voluto anche ricordare registi graffianti come Pietrangeli, Salce e Indovina (e lo stesso Tognazzi regista). Film con i quali irrompe l'Italia del boom, in cui anche la comicità si confronta con la perdita di identità in una società sempre più caotica: scambi di persona e sdoppiamenti di personalità si prestano non solo alla risata, ma a riflessioni più profonde, come avviene anche ne Il giovedì di Dino Risi, dove in discussione è la perdita di ruolo di un padre. Una prova di grande sensibilità di Walter Chiari. Di giochi di prestigio sul filo dell'identità è ricco il film più invisibile dell'intera retrospettiva: Cinque ore in contanti di Mario Zampi, regista ciociaro trapiantato con successo a Londra, tornato in Italia per girare un film in doppia versione, italiana e inglese, interpretato da un grande trio, l'insuperabile Ernie Kovacs, Cyd Charisse e George Sanders. Humour nero tipicamente anglosassone: peccato che in Italia non abbia lasciato tracce.
Non potevano mancare Franca Valeri e Monica Vitti, il cui talento comico ha già modo di dispiegarsi completamente nella breve forma di un episodio, la prima nelle mani di quel grande regista (non solo grande attore) che è stato Vittorio Caprioli (La manina di Fatma, episodio di I cuori infranti), e la seconda lanciata dal maestro Blasetti ne La lepre e la tartaruga (episodio de Le quattro verità): due personaggi che usano ogni arma pur di riconquistare il loro uomo. La manina di Fatma offre anche l'occasione di ricordare Aldo Giuffrè, recentemente scomparso.
La comicità fine anni Sessanta-inizi anni Settanta è legata all'esplosione dei fenomeni Franchi-Ingrassia, qui colti nella loro prima prova da protagonisti (L'onorata società di Riccardo Pazzaglia), e Lando Buzzanca, per il quale la scelta è caduta su Il domestico di Luigi Filippo d'Amico per l'ambizioso tentativo di rileggere la storia di Italia attraverso le vicissitudini di un uomo al servizio degli altri. E accanto ad essi un fenomeno mancato: la coppia Montesano-Noschese lanciati da Dino De Laurentiis in una serie di film che andrebbero oggi studiati, oltre che dal punto di vista produttivo, per il camaleontismo, soprattutto linguistico, del grande imitatore, che nel film prescelto, Io non spezzo… rompo di Bruno Corbucci, imita alla perfezione il Volonté di Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto.
Casotto di Franco Citti chiude idealmente il cerchio perché il film nasce dalla visione di un film-emblema degli anni Cinquanta, il primo in cui gli episodi sono intrecciati: «Una sera a casa - ha dichiarato Citti - ho visto un film ambientato su una spiaggia di Ostia, Una domenica d'agosto di Luciano Emmer. Davanti allo schermo c'erano l'attore, l'attrice con le sue belle cosce di fuori, ma sullo sfondo vedevo varie comparse che entravano e uscivano da una specie di cabina e mi incuriosiva sapere cosa capitava a quelle comparse»… Film che ispirano altri film, cinema che partorisce altro cinema: cos'è il genere comico se non la continua rielaborazione di un patrimonio ormai comune, iscritto nei nostri cromosomi? È questo filo invisibile, indissolubilmente legato alla storia d'Italia, che abbiamo cercato di ricostruire» (Domenico Monetti, Luca Pallanch, dal Catalogo della 67ª Mostra di Venezia).
La Cineteca Nazionale ringrazia per la collaborazione: Cineteca Italiana, Cineteca di Bologna, Cinecittà Luce, Broadmedia, Minerva Pictures, Movietime, Ripley's Film.
 
venerdì 1
ore 17.30
Allegri masnadieri (1937)
Regia: Marco Elter; soggetto: Amleto Palermi; sceneggiatura: Curt Alexander, Guglielmo Giannini; dialoghi: Aldo De Benedetti; fotografia: Otello Martelli; scenografia: Enrico Verdozzi; costumi: Titina Rota; musica: Umberto Mancini, Alessandro Cicognini [non accreditato]; montaggio: Eraldo Da Roma; interpreti: Assia Noris, Giorgio e Guido De Rege, Camillo Pilotto, Mino Doro, Virgilio Riento; origine: Italia; produzione: Vittoria Film, Artisti Associati; durata: 77'
Due servitori hanno il compito di ricondurre a casa la figlia del loro padrone, fuggita su un piccolo veliero pirata per evitare le nozze con un nobile cui era stata destinata da tempo. Il brigantino ospita anche un prigioniero speciale, ovvero l'uomo di cui la fanciulla è innamorata. «Senza dubbio le risate che in più di un punto strappano i due De Rege, con i loro eterni lazzi da Macco, specie il flemmatico tonto dal finto naso, sono l'attivo più certo del film» (Sacchi). Il restauro è stato realizzato dalla Fondazione Cineteca Italiana a partire da una copia unica infiammabile presente nel suo Archivio Film.
Copia restaurata a cura della Fondazione Cineteca Italiana
 
ore 19.00
Tempo massimo (1934)
Regia: Mario Mattoli; soggetto e sceneggiatura: M. Mattoli; fotografia: Carlo Montuori; musica: Virgilio Ripa; montaggio: Giacomo Gentilomo; interpreti: Vittorio De Sica, Milly, Camillo Pilotto, Amelia Chellini, Enrico Viarisio, Anna Magnani; origine: Italia; produzione: Za-Bum; durata: 78'
Il professor Bensi conduce una vita molto metodica, gestita nei ritmi e negli orari dalla zia Agata. L'incontro improvviso con una giovane ed emancipata ragazza gli sconvolgerà la vita per sempre. Per far colpo sulla donna, il professore proverà a sciare e a correre in bicicletta, ma il nobile Bob Huerta, che sua volta corteggia la ragazza, cercherà in tutti i modi di ostacolare l'amore tra i due. « Il cast utilizza per intero gli attori Za-Bum […]. Insomma, è la formula adottata nella produzione teatrale. Ma Tempo massimo è interessante anche per il soggetto, poiché, attraverso l'argomento sportivo […], il film rivela una concezione nuova della commedia e dei telefoni bianchi veduti come luogo di scontro tra una mentalità arcaica e una più consona ai tempi» (Della Casa).
Copia restaurata a cura della Cineteca Nazionale in collaborazione con Marzi/Ripley's Film
 
ore 20.30
Imputato, alzatevi! (1939)
Regia: Mario Mattoli; soggetto: Bel Ami [Anacleto Francini]; sceneggiatura: M. Mattoli, Vittorio Metz, con la collaborazione non accreditata di Giovanni Guareschi, Marcello Marchesi, Vincenzo Rovi, Vito De Bellis, Benedetto Brancacci, Ugo Chiarelli jr., Carlo Manzoni, Massimo Simili, Steno [Stefano Vanzina]; fotografia: Arturo Gallea; scenografia: Piero Filippone; musica: Vittorio Mascheroni, Giari [Luigi Spaggiari]; montaggio: Fernando Tropea; interpreti: Erminio Macario, Leila Guarni, Ernesto Almirante, Greta Gonda, Enzo Biliotti, Carlo Rizzo; origine: Italia; produzione: Alfa Film; durata: 80'
«Un eccentrico infermiere, innamorato d'una sua compagna di lavoro, per solleticarne l'interesse si spaccia per donnaiolo. Sorpreso presso il cadavere di un'assassinata e accusato d'omicidio, al processo è mandato assolto a furor di popolo. Rievoca in uno spettacolo di rivista la sua avventura, ma il vero colpevole si fa alla ribalta per rivendicare, con la responsabilità del crimine, la popolarità che a lui è dovuta» (Savio). «La comicità in Italia si faceva in teatro. In Italia non esisteva proprio la stesura del film comico. C'era la corsetta alla Ridolini, qualche torta in faccia, ma niente di più. Un bel giorno io feci una pensata e misi assieme Simili, Guareschi, Maccari, Manzoni, insomma un bel gruppetto di umoristi già noti e meno, inclusi anche Steno, Metz e Marchesi, e dissi loro perché non mi facevano una stesura di film comico, con tanto di gag appositamente e intelligentemente studiate. E così venne fuori Imputato alzatevi, che ebbe esiti sensazionali» (Mattoli).
 
sabato 2
ore 17.30
Non ti pago! (1942)
Regia: Carlo Ludovico Bragaglia; soggetto: tratto dalla commedia omonima di Eduardo De Filippo; sceneggiatura: C. L. Bragaglia; fotografia: Rodolfo Lombardi; scenografia: Alfredo Montori; musica: Giulio Bonnard; montaggio: Gabriele Varriale; interpreti: E. De Filippo, Titina De Filippo, Peppino De Filippo, Vanna Vanni, Paolo Stoppa, Giorgio De Rege; origine: Italia; produzione: Juventus Film, Cines; durata: 78'
«Il gestore di un banco-lotto, esasperato dalle continue vincite di un suo dipendente, rifiuta di liquidargli una favolosa quaterna, con lo specifico argomento che i numeri gli sono stati dati in sogno dal proprio padre: il quale, dunque, ha sbagliato dormiente» (Savio). «Le riprese di un film realizzato con la collaborazione di un "mostro sacro" come Peppino e una grande interprete della levatura di Titina, provocò una mia iniziale timidezza e soprattutto un moto di paura nei confronti di Eduardo, uomo notoriamente autoritario. Ma ho trovato in lui la docilità dei grandi professionisti. Ha interpretato il film Non tipago con una disciplina esemplare anche nei confronti di un regista come me, molto distante dalla sua celebrità» (Bragaglia).
 
ore 19.00
Botta e risposta (1950)
Regia: Mario Soldati; soggetto e sceneggiatura: Pietro Garinei, Sandro Giovannini, Dino Maiuri, Steno [Stefano Vanzina], Mario Monicelli, Marcello Marchesi; fotografia: Aldo Tonti; scenografia: Piero Filippone; montaggio: Douglas Rovertson; interpreti: Nino Taranto, Fernandel, Isa Barzizza, Ernesto Almirante, Enrico Viarisio, Carlo Dapporto; origine: Italia; produzione: Teatri della Farnesina; durata: 84'
Un commesso di sartoria viene incaricato a Parigi di recapitare un costoso abito per una cantante che si esibisce in Italia. Durante il viaggio il vestito viene rubato da una cleptomane, scatenando una serie di vicissitudini, intervallate da varie esibizioni canore e comiche. «Un esilissimo pretesto narrativo […] per una abbuffata di macchiette di rivista (Taranto, Rascel, Osiris, Dapporto), numeri musicali (per la prima volta in un film italiano due jazzisti neri, Armstrong e la Fitzgerald), doppi sensi anticlericali (Fernandel) e un'apparizione dello stesso Soldati nel ruolo dello sportellista: "un tutto nello spirito dell'epoca. No, trecento tuffi…"» (Mereghetti).
 
ore 20.45
6x8=48 (Tutta la città canta) (1945)
Regia: Riccardo Freda; soggetto e sceneggiatura: R. Freda, Steno [Stefano Vanzina], Marcello Marchesi, Vittorio Metz, Federico Fellini [non accreditato]; fotografia: Tony Frenguelli; scenografia: Savino Fino; costumi: Angela Freda; montaggio: R. Freda; interpeti: Nino Taranto, Nanda Primavera, Maria Pia Arcangeli, Vivi Gioi, Gianni, Gigi e Vittorio Bonos; origine: Italia; produzione: I.C.I., Atlas Film, S.A.F.I.R., Appia Film; origine: Italia; durata: 84'
«Un giovane docente, tiranneggiato dalle zie, riceve in eredità… uno spettacolo di rivista, allestito coi soldi del defunto. Approfitta della situazione per far comunella con le ragazze della troupe e, messo a rumore il paese in cui insegna, si vota per sempre al teatro» (Savio). «Tutta lacittà canta […] fu interrotto per il 25 luglio. […] È stato il primo film italiano in pieno regime fascista a jazz scatenato. Il produttore, che poi era un simpaticissimo bolognese, diceva: "Ma voi siete dei matti", Kramer e Natalino Otto, […] si buttarono a far proprio il jazz più caldo che si possa concepire. Le registrazioni avvenivano alla Fono Roma, dove avevamo piazzato proprio sentinelle, gente che doveva avvertire nel caso che si vedessero in arrivo fascisti in divisa. […] Quando, dopo la Liberazione, andai per completarlo, trovai che Vivi Gioi era ingrassata, […] che alcuni attori erano morti, che altri erano al Nord con i repubblichini […]. Allora girai i raccordi (necessari alla comprensione della storia) facendo dei movimenti di macchina tanto rapidi da doversi escludere che il pubblico potesse accorgersi delle controfigure» (Freda). Il restauro è stato realizzato dalla Fondazione Cineteca Italiana a partire da una copia unica infiammabile presente nel suo Archivio Film.
Copia restaurata a cura della Cineteca Italiana; per gentile concessione di Ripley's Film
 
domenica 3
ore 17.30
L'eroe sono io (1952)
Regia: Carlo Ludovico Bragaglia; soggetto: Guido Leoni; sceneggiatura: Age[nore] Incrocci & [Furio] Scarpelli; fotografia: Marco Scarpelli; scenografia: Alfredo Tavazzi; musica: Renzo Rossellini; montaggio: Mario Serandrei; interpreti: Renato Rascel, Delia Scala, Marisa Merlini, Francesco Golisano, Enzo Biliotti, Achille Togliani; origine: Italia; produzione: Lux Film, Produzioni D. Forges Davanzati, Cines; durata: 79'
Righetto, col complesso di statura, s'innamora di una fanciulla. Cerca di sedurla facendole credere di essere un attore di fotoromanzi. In realtà non è che una comparsa e lei, dopo aver sdegnato la sua compagnia, si fa aiutare nella desiderata carriera artistica da un vero divo. Ma ben presto si rende conto di essere caduta dalla padella alla brace. «Carlo Ludovico Bragaglia ci ha dato l'ultimo film interpretato da Rascel, L'eroe sono io, in cui l'eroe è naturalmente Rascel, indipendentemente dal personaggio interpretato; in questa concezione del tipo come maschera il film risulta piacevole, […]. Notevole il sogno, che ci rammenta Sogni perduti interpretato da Danny Kaye» (Santarelli).
 
ore 19.00
Un giorno in pretura (1954)
Regia: Steno [Stefano Vanzina]; soggetto: da un'idea di Lucio Fulci; sceneggiatura: Alessandro Continenza, L. Fulci, Alberto Sordi, Giancarlo Viganotti, Steno; fotografia: Marco Scarpelli; scenografia: Piero Filippone; musica: Armando Trovajoli; montaggio: Giuliana Attenni; interpreti: Peppino De Filippo, Silvana Pampanini, Alberto Sordi, Sophia Loren, Leopoldo Trieste, Virgilio Riento; origine: Italia; produzione: Documento Film, Excelsa Film; durata: 100'
Davanti a un pretore si avvicendano svariati personaggi che raccontano le loro disavventure. «Lo sketch di Ungiorno in preturai produttori non lo volevano. Dicevano che non andava, e se l'hanno preso è stato per tappare un vuoto. L'"americano" è un personaggio reale, è esistito, era un giovanotto che si credeva di imitare i divi americani, uno che avevo conosciuto. Poi lo sketch ha funzionato, ed è stato ripreso in un film tutto per lui, Un americano aRoma» (Sordi).
 
ore 21.00
Lo scapolo (1955)
Regia: Antonio Pietrangeli; soggetto: A. Pietrangeli; sceneggiatura: Alessandro Continenza, Ruggero Maccari, Ettore Scola, A. Pietrangeli; fotografia: Gianni Di Venanzo; scenografia: Ugo Bloettler; costumi: Giuliano Papi; musica: Angelo Francesco Lavagnino; montaggio: Eraldo Da Roma; interpreti: Alberto Sordi, Sandra Milo, Nino Manfredi, Madeleine Fischer, Anna Maria Pancani, Maruja Asquerino; origine: Spagna/Italia; produzione: Film Costellazione Produzione, Aguila Films; durata: 104'
Il ragioniere Paolo Anselmi è uno scapolo impenitente. Conosce una giovane hostess, ma quando il rapporto tra i due comincia a diventare serio, lui le fa capire che non vuole impegni. La solitudine però lo attanaglia e un bel giorno conosce la signorina Carla. «Bisognava fare un film per lui [Alberto Sordi], per il suo personaggio: Il seduttore, Il marito, Lo scapoloerano costruiti ad hoc. C'erano lunghe riunioni di sceneggiatura, per esempio per pensare Lo scapolo, per definire il personaggio, perché ad Antonio [Pietrangeli] era stato chiesto proprio un film per Sordi. E una volta centrato il personaggio, centrato il problema, il resto erano corollari» (Ettore Scola).
 
lunedì 4
chiuso
 
martedì 5
ore 17.00
Le pillole di Ercole (1960)
Regia: Luciano Salce; soggetto: dalla commedia omonima di Maurice Hennequin e Paul Bilhaud; sceneggiatura: Ettore Scola, Ruggero Maccari, Vittorio Vighi, Bruno Baratti, L. Salce; fotografia: Erico Menczer; scenografia: Gianni Polidori; costumi: Piero Gherardi, Lucia Mirisola; musica: Armando Trovajoli; montaggio: Roberto Cinquini; interpreti: Nino Manfredi, Sylva Koscina, Jeanne Valerie, Francis Blanche, Vittorio De Sica, Andreina Pagnani; origine: Italia; produzione: Maxima Film - Compagnia Cinematografica; durata: 100'
Dei medici fanno trangugiare per scherzo a un collega una droga afrodisiaca. Sotto l'influenza della sostanza, il medico ha un'avventura con un'americana. Il marito della donna, gelosissimo, chiede come riparazione di poter avvicinare la moglie del medico che è costretto dagli eventi ad accettare, non prima, però, di aver ingaggiato una donna disposta a recitare il ruolo della moglie e a soddisfare lo straniero. «Avrei dovuto debuttare con Il federale, ma non si riusciva a chiudere la produzione, e così feci un film meno impegnativo, Le pillole di Ercole, un farsa per Manfredi, grazie a Manfredi che insisté perché lo dirigessi io contro il parere di De Laurentiis. Come debutto, era pieno di attori e di movimento, e il canovaccio era a tutta prova. Fu un successo, e dimostrai che sapevo dirigere un film» (Salce).
 
ore 19.00
Lo scatenato (1967)
Regia: Franco Indovina; soggetto e sceneggiatura: Tonino Guerra, Luigi Malerba, F. Indovina; fotografia: Aldo Tonti; scenografia e costumi: Pier Luigi Pizzi; musica: Luis Enriquez Bacalov; montaggio: Marcello Malvestito; interpreti: Vittorio Gassman, Martha Hyer, Gila Golan, Massimo Serato, Claudio Gora, Jacques Herlin; origine: Italia; produzione: Fair Film; durata: 88'
Bob è un divo della pubblicità, ma un giorno un cagnolino gli fa un bisognino sui calzoni. È l'inizio di una persecuzione da parte degli animali sul povero malcapitato. Gli esiti saranno della vicenda saranno sempre più drammatici. «Lo scatenato è un film disgraziato, intanto perché fatto dal povero Indovina che poi morì, e poi Indovina - che era un bravo regista - era affetto da mania antonioniana, da scuola antonioniana. Questo, applicato a un film scatenatamente divertente e pazzo, con un bellissimo soggetto di Tonino Guerra, portò a un film troppo complicato che andò male. Ma l'idea era molto divertente e era un film moderno, perché Indovina aveva queste qualità […]. Lui aumentò troppo la pazzia irrazionale del soggetto e il pubblico non lo accettò; forse il film venne anche un po' troppo presto» (Gassman).
 
ore 21.00
Incontro moderato da Enrico Magrelli con Ennio Bispuri, Vittorio Giacci, Ugo Gregoretti
Nel corsodell'incontro sarà presentato il volume di Ennio Bispuri Totò attore (Gremese, 2010).
 
a seguire
Guardie e ladri (1951)
Regia: Mario Monicelli e Steno [Stefano Vanzina]; soggetto: Piero Tellini; sceneggiatura: M. Monicelli, Steno, Vitaliano Brancati, Aldo Fabrizi, Ennio Flaiano, Ruggero Maccari; fotografia: Mario Bava; scenografia: Flavio Mogherini; musica: Alessandro Cicognini; montaggio: Franco Fraticelli; interpreti: Totò, Aldo Fabrizi, Ave Ninchi, Pina Piovani, Aldo Giuffré, Ernesto Almirante; origine: Italia; produzione: Golden Films, Ponti-De Laurentiis; durata: 105'
«Un ladro (più per necessità che per vocazione) truffa un americano ma è da questi riconosciuto durante una distribuzione di pacchi-dono. Inseguito da un grasso carabiniere sfugge alla cattura, ma da quel giorno il tutore della legge non gli dà tregua poiché rischia di essere radiato dall'Arma se entro tre mesi non riuscirà ad arrestarlo» (Chiti-Poppi). «La commedia degli anni '50 era un'evoluzione della farsa, quella che io e Steno facevamo anche con Totò, che si è gradatamente tramutata in commedia di costume. Con Guardie e ladri già nonera più farsa e cominciava ad essere commedia di costume» (Monicelli).
Ingresso gratuito
 
mercoledì 6
ore 17.00
Il commissario Lo Gatto (1986)
Regia: Dino Risi; soggetto: D. Risi; sceneggiatura: Enrico Vanzina, D. Risi; fotografia: Alessandro D'Eva; scenografia: Luciano Sagoni; costumi: Silvio Laurenzi; musica: Manuel De Sica; montaggio: Alberto Gallitti; interpreti: Lino Banfi, Maurizio Ferrini, Galeazzo Benti, Maurizio Micheli, Isabel Russinova, Nicoletta Boris; origine: Italia; produzione: International Dean Film, Medusa Distribuzione, Reteitalia; durata: 95'
Dopo una gaffe in Vaticano il commissario Lo Gatto è spedito nell'isola di Favignana (Egadi). Con la bella stagione arriva un delitto. Ma sarà un vero omicidio, dal momento che il corpo non si riesce a trovare? Tutto si complica quando a essere implicato nella vicenda è un importante uomo politico.«Erano anni che sognavo un film come questo e sono grato a Dino Risi anche perché mi ha fatto superare il complesso che ho sempre avuto del mio fisico: grasso e con pochi capelli. È inoltre riuscito a convincermi che sto bene così. Sono poi contento perché nei film sulle studentesse avevo cominciato la mia carriera scolastica come bidello concludendola come preside. Questo film, invece, l'ho cominciato da commissario e l'ho concluso da questore. Che altro potevo pretendere?» (Banfi).
 
ore 19.00
Compagni di scuola (1988)
Regia: Carlo Verdone; soggetto: Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Rossella Contessi, C. Verdone; sceneggiatura: L. Benvenuti, P. De Bernardi, C. Verdone; fotografia: Danilo Desideri; scenografia: Giovanni Natalucci; costumi: Luca Sabatelli; musica: Fabio Liberatori; montaggio: Antonio Siciliano; interpreti: C. Verdone, Alessandro Benvenuti, Angelo Bernabucci, Nancy Brilli, Athina Cenci, Christian De Sica; origine: Italia; produzione: Cecchi Gori Group - Tiger Cinematografica; durata: 120'
 Quindici anni dopo la maturità, alcuni ex compagni di scuola si ritrovano in una villa per una crudele rimpatriata, dove ognuno sarà costretto a mettersi in gioco e a svelare i propri fallimenti. Al momento del distacco nulla sarà come prima… «Ero stato molto colpito dal film di Lawrence Kasdan Il grande freddo e m'ero sempre chiesto se sarebbe stato possibile fare in Italia un film del genere senza diventare pericoloso o presuntuoso. Alla fine ne parlammo con gli sceneggiatori e mi dissero che era una sfida da affrontare assolutamente. In fondo volevo anche uscire dal ruolo di protagonista assoluto, mi andava di mescolarmi con altri diciassette attori» (Verdone).
 
ore 21.15
Il mantenuto (1961)
Regia: Ugo Tognazzi; soggetto e sceneggiatura: [Giulio] Scarnicci, [Renzo]Tarabusi; fotografia: Marco Scalpelli; scenografia: Giancarlo Bartolini Salimbeni; costumi: Giuliano Papi; musica: Armando Trovajoli; montaggio: Franco Fraticelli; interpreti: U. Tognazzi, Ilaria Occhini, Mario Carotenuto, Marisa Merlini, Margaret Robsham, Pinuccio Nava; origine: Italia; produzione: Mec Cinematografica, Cinerad; durata: 95'
Daniela è una provinciale che ogni sera va in città a prostituirsi. Ma a differenze delle sue colleghe, non ha un protettore. Una notte, per necessità, decide d'inventarsene uno, scegliendo un signore che sta portando a passeggio il cane. Costui, che crede d'aver fatto una conquista, si mette in disavventure d'ogni genere. «Dovevo interpretare il personaggio di una prostituta e in qualche modo mi preoccupava, anche perché avevo cominciato da poco a lavorare nel mondo del cinema. Ugo mi fu molto vicino, perché capiva che il ruolo era difficile e mi metteva in agitazione. Riuscimmo a rendere quel personaggio senza volgarità, con una grazia tutta speciale. Anche oggi, del resto, se lo si guarda, Il mantenuto rimane un film molto fine, molto speciale, senza appesantimenti» (Ilaria Occhini).
Vietato ai minori di anni 16
 
giovedì 7
ore 17.00
Eccezzziunale…veramente (1982)
Regia: Carlo Vanzina; soggetto e sceneggiatura: Enrico Vanzina, C. Vanzina, Diego Abatantuono; fotografia: Alberto Spagnoli; scenografia: Giovanni Natalucci; costumi: Marina Straziota; musica: Detto Mariano; montaggio: Raimondo Crociani; interpreti: Diego Abatantuono, Massimo Boldi, Stefania Sandrelli, Teo Teocoli, Anna Melato, Ugo Conti; origine: Italia; produzione: Cinemedia; durata: 100'
Film diviso in tre episodi ambientati nel mondo del calcio. Donato, capo degli ultras milanisti si scontra con il capo degli interisti e lo manda in ospedale. Per sedurre la fidanzata dell'interista in coma, è costretto a rinnegare la sua fede. Franco, un appassionato di calcio, è convinto di aver fatto 13. Si dà alla bella vita. In realtà è uno scherzo orchestrato dai suoi amici. Tirzan, camionista juventino, per seguire la sua squadra in transferta, si fa rubare il mezzo a Parigi. «I miei personaggi dicono "viulenza", fanno quattro passi, vanno in discoteca, dove non si riesce a parlare, escono, vanno allo studio, urlano. Canali per sfogare repressioni. Malinconia di non avere molti interessi. Ma non è mica colpa loro. Io sono in sintonia con loro. Vedo la tv come la vedono loro. Conosco i luoghi comuni. Filtro quello che filtrano loro. Poi ci metto il mio spirito, tiro fuori da questo bombardamento di informazioni quello che penso faccia ridere» (Abatantuono).
 
ore 19.00
Fracchia la belva umana (1981)
Regia: Neri Parenti; soggetto: Gianni Manganelli; sceneggiatura: G. Manganelli, Leo Benvenuti, Piero De Bernardi, Paolo Villaggio, N. Parenti; fotografia: Alberto Spagnoli; scenografia: Giantito Burchiellaro; costumi: Mario Ambrosino; musica: Fred Bongusto; montaggio: Sergio Montanari; interpreti: P. Villaggio, Lino Banfi, Anna Mazzamauro, Francesco Salvi, Massimo Boldi, Gigi Reder; origine: Italia; produzione: Maura International Film, Capital; durata: 100'
Il geometra Fracchia viene arrestato dalle forze dell'ordine che lo credono il pericoloso bandito soprannominato "la belva umana". Scoperto di essere malauguratamente un sosia, riceve un lasciapassare che attesta la sua vera identità. Ma, tornato a casa, trova ad attenderlo proprio "la belva umana" che gli ruba il prezioso "documento".«La differenza tra Fantozzi e Fracchia (Fracchia nasce prima, in televisione) è che il primo è un po' marionetta, il secondo un caso patologico. La storia di Fracchia è la storia di una nevrosi effettiva nei confronti di ogni tipo (le donne, i superiori, ecc.) che si manifesta con i tic (contrazioni spasmodiche, afonia per tensione delle corde vocali fino al marasma, la sudditanza verso i potenti e l'arroganza con i sottoposti). […] Mi ha scritto un grande psichiatra, direttore di un manicomio, spiegandomi che i sintomi di Fracchia sono identici a quelli di certi suoi pazienti» (Villaggio).
 
ore 21.00
Sola andata (1997)
Regia: Roberto Campagna; soggetto e sceneggiatura: Roberto Campagna, Elena de Rosa; fotografia: Andrea Andreini; fonico: Massimiliano Giuliano; montaggio: Vladimiro Gasperin; interpreti: Riccardo Pazzaglia, Massimiliano Pazzaglia, Cleta Yeuillaz; origine: Italia; produzione: Alberto Pisa, Effe Elle 2; durata: 15'
Un ottuso e zelante autista di carro funebre viene disturbato da un fastidioso contrattempo durante il trasporto di una salma. Pur di salvaguardare il buon nome della ditta di famiglia, non perderà tempo nel trovare una soluzione rapida e paradossale al suo problema. «Quando gli autori espressero il desiderio di avere nel corto, oltre a me, anche la partecipazione di mio padre, sorrisi: avrebbe sicuramente rifiutato l'idea di quel tema macabro. Comunque gli promisi di parlargliene. Con mia grande sorpresa, invece, mio padre accettò di interpretare quel ruolo così particolare; lo humour nero e l'ottica dissacrante con cui era vista la morte lo avevano conquistato» (Massimiliano Pazzaglia).
 
a seguire
L'onorata società (1961)
Regia: Riccardo Pazzaglia; soggetto e sceneggiatura: R. Pazzaglia; fotografia: Vaclav Vich; scenografia: Piero Filippone; costumi: Liliana Marinucci; musica: Domenico Modugno; montaggio: Adriana Novelli; interpreti: D. Modugno, Rosanna Schiaffino, Vittorio De Sica, Franco Franchi, Ciccio Ingrassia, Loris Bazzocchi; origine: Italia; produzione: Emme Film, Serena Film; durata: 84'
Due picciotti fuggono a Roma perché accusati di aver sedotto le figlie di un capomafia. Si rifugiano in un albergo dove si godono la vita. Raggiunti dai sicari dell'"onorata società" i due sono costretti a tornare in Sicilia per sposare le due ragazze, ma subito dopo sono condannati a morte dalla mafia…«Era una satira della mafia, fatta in epoca non sospetta. Era una mafia che veniva a Roma con i cavalli, fra autostrade, sopraelevate. […] Un film molto esasperato, molto surreale. Passò inosservato, ma io ero contento perché c'era tutto quello che avevo dentro come discepolo di René Clair» (Pazzaglia).
Vietato ai minori di anni 16
 
venerdì 8
ore 17.00
Il ragazzo di campagna (1984)
Regia: Castellano e Pipolo; soggetto e sceneggiatura: Castellano e Pipolo; fotografia: Danilo Desideri; scenografia: Bruno Amalfitano; costumi: Vera Cozzolino; musica: Detto Mariani; montaggio: Antonio Siciliano; interpreti: Renato Pozzetto, Donna Osterbhur, Massimo Serato, Massimo Boldi, Enzo Cannavale, Enzo Garinei; origine: Italia; produzione: Faso Film; durata: 92'
Un ingenuo contadino brianzolo, poco entusiasta del suo lavoro, della casa in cui abita, degli svaghi inesistenti nel paesotto in cui vive, della fidanzata bruttina e brufolosa, decide di trasferirsi a Milano dal cugino Severino che vive d'espedienti. Ovviamente gli va tutto storto. «Essere me stesso e basta. Non ho regole segrete, non sono andato a scuola da nessuno. L'umorismo è sempre una stonatura della realtà su cui puoi calcare più o meno la mano. Da una parte il quotidiano, dall'altra la sua rappresentazione grottesca ma riconoscibile. Io, personalmente, penso di recitare sul quotidiano con delle piccole stonature, ed è questo che fa ridere» (Pozzetto).
 
ore 19.00
Vacanze di Natale (1983)
Regia: Carlo Vanzina; soggetto e sceneggiatura: C. Vanzina, Enrico Vanzina; fotografia: Claudio Cirillo; scenografia: Fiorenzo Senese; costumi: Danda Ortona; musica: Giorgio Calabrese; montaggio: Raimondo Crociani; interpreti: Jerry Calà, Christian De Sica, Stefania Sandrelli, Claudio Amendola, Antonella Interlenghi, Karina Huff,; origine: Italia; produzione: Filmauro; durata: 91'
Vacanze sulla neve a Cortina d'Ampezzo tra ricchi, arricchiti e finti ricchi, dove "si passa il tempo a domandarsi che cosa fare e non si fa mai niente". Tra barzellette, scherzi goliardici, gigionate e tormentoni, le coppie si fanno e si disfano, ma alla fine tutti rimangono con un po' d'amaro in bocca. «Il successo arrise il film e di conseguenza anche a Christian, che in Vacanze di Natale ebbe la possibilità di fare il primo personaggio a tutto tondo della sua carriera, imitando un po' Alberto Sordi» (Carlo Vanzina).
 
ore 20.45
Io non spezzo… rompo (1971)
Regia: Bruno Corbucci; soggetto e sceneggiatura: [Franco] Castellano e Pipolo [Giuseppe Moccia]; fotografia: Luciano Tovoli; scenografia: Guido Josia; musica: Gianni Ferrio; montaggio: Tatiana Casini; interpreti: Alighiero Noschese, Enrico Montesano, Janet Agren, Claudio Gora, Ignazio Leone, Sandro Dori; origine: Italia/Francia; produzione: Dino De Laurentiis Cinematografica, Les Films Jacques Leitienne; durata: 101'
I poliziotti in borghese Viganò e Canepari, sulle piste di spacciatori di droga, finiscono con l'ammanettarsi a vicenda. Il capo decide allora di metterli in squadra insieme e i due ne combinano un'altra irrompendo nella villa di un boss americano, senza accorgersi di nulla. Si mettono quindi sulle tracce del malvivente, con esiti tragicomici. «L'idea di formare la coppia Montesano-Noschese fu di Dino [De Laurentiis]. Disse: "Io devo prendere un personaggio molto popolare e mettergli vicino un giovane comico emergente!". […] Nei primi tempi, dei due è stato Noschese il grande divo di popolarità. Diciamo che era una spalla di gran lusso, un attore-imitatore di grande esperienza e di grande talento che faceva da contraltare ai ruoli che mi venivano affidati» (Montesano).
 
sabato 9
ore 17.00
Febbre da cavallo (1976)
Regia: Steno [Stefano Vanzina]; soggetto: Massimo Patrizi; sceneggiatura: Alfredo Giannetti, Enrico Vanzina, Steno; fotografia: Emilio Loffredo; scenografia: Franco Bottari; costumi: Bruna Parmesan; musica: Franco Bixio, Fabio Frizzi; montaggio: Raimondo Crociani; interpreti: Luigi Proietti, Enrico Montesano, Francesco De Rosa, Catherine Spaak, Mario Carotenuto, Maria Teresa Albani; origine: Italia; produzione: Primex Italiana; durata: 94'
Maniaci delle scommesse sui cavalli, Bruno Fioretti detto Mandrake e Armandino Felici detto Er Pomata sono indebitati fino al collo. L'occasione arriva quando si scopre la somiglianza di Mandrake col celebre fantino Jean-Louis Rossini, ingaggiato dal ricco conte Dall'Ara per contrastare il cavallo Soldatino, l'ex brocco di proprietà dell'avvocato De Marchis. «Professionista serio, da più lustri interprete del più genuino umorismo all'italiana […], Steno da qualche anno si cimenta ancora con i nuovi talenti, con l'ultima guardia dei nostri attori brillanti spesso usciti dalla scuola del cabaret. […] Il tratteggio dei personaggi […] è spesso puntuale ed acutissimo» (Pepoli).
Vietato ai minori di anni 14
 
ore 19.00
Il domestico (1974)
Regia: Luigi Filippo D'Amico; soggetto e sceneggiatura: Sandro Continenza, Raimondo Vianello; fotografia: Alessandro D'Eva; scenografia: Ennio Michettoni, Francesco Velchi Pellecchia; costumi: Luciana Fortini; musica: Piero Umiliani; montaggio: Renato Cinquini; interpreti: Lando Buzzanca, Martine Brochard, Arnoldo Foà, Silvia Monelli, Eleonora Fani, Femi Benussi; origine: Italia; produzione: Medusa Distribuzione; durata: 104'
Rosario Cavadunni detto Sasà è un cameriere per vocazione che attraversa la storia d'Italia, dall'8 settembre '43 agli anni Settanta, al servizio di tedeschi e americani, poi di un produttore cinematografico, di un anziano aristocratico frequentatore di bordelli, di una coppia aperta e infine di un industriale che lo coinvolge in affari illeciti. «L'incontro più riuscito tra Buzzanca e Luigi Filippo D'Amico, superiore anche a L'arbitro. […] La parte più riuscita del film è quella legata al neorealismo alla Matarazzo con Salce che interpreta il regista di cinema popolare, Femi Benussi mondina mignotta e il grandissimo Enzo Cannavale come produttore napoletano alla Peppino Amato. […] Uno dei punti più alti di Buzzanca» (Giusti).
Vietato ai minori di anni 14
 
ore 21.00
Casotto (1977)
Regia: Sergio Citti; soggetto: dal racconto di Vincenzo Cerami; sceneggiatura: V. Cerami, S. Citti; fotografia: Tonino Delli Colli; scenografia: Dante Ferretti; costumi: Mario Ambrosino; musica: Gianni Mazza; montaggio: Nino Baragli; interpreti: Jodie Foster, Paolo Stoppa, Michele Placido, Mariangela Melato, Ugo Tognazzi, Luigi Proietti; origine: Italia; produzione: Parva Cinematografica; durata: 107'
Varia umanità arriva, si ferma, convive, durante una calda domenica d'agosto, in un "casotto", ovvero una cabina sulla spiaggia libera di Ostia. Accade di tutto. Poi, nel tardo pomeriggio, un acquazzone fa scappare via tutti. Il "casotto" resta vuoto… «Con Sergio Citti ho fatto Casotto, il primo film che feci con lui. Doveva essere un film a basso costo e mi interessava molto l'idea di un film dentro una cabina da spiaggia, tutto là dentro, con tanti personaggi; mi sembrava che potesse venirne fuori un lavoro un po' astratto, molto moderno» (Cerami).
Vietato ai minori di anni 14
 
domenica 10
ore 17.00
Cinque ore in contanti (1960)
Regia: Mario Zampi; soggetto e sceneggiatura: Hans Wilhelm; adattamento versione italiana: Sergio Jacquier, fotografia: Fulvio Testi, Christopher Challis; scenografia: Franco Fontana Arnaldi, Ivan King; costumi: Annalisa Nasalli Rocca; musica: Stanley Black; montaggio: Alberto Gallitti, Bill Lewthwaite; interpreti: Ernie Kovacs, Cyd Charisse, George Sanders, Kay Hammond, Vittorio Caprioli, Riccardo Garrone; origine: Italia/Gran Bretagna; produzione: Avers Cinematografica, Anglo Film; durata: 85'
«Il protagonista è un povero diavolo, impiegato in un'agenzia di pompe funebri, il quale scopre improvvisamente il sistema per arricchirsi a spese di alcune vedove che egli si è assunto, niente affatto disinteressatamente, l'incarico di consolare ed assistere. Purtroppo, la sua indole romantica e sentimentale lo pone, dopo alterne e spassose vicende, nella incresciosa situazione di farsi spogliare, disgraziatamente dalle sole sostanze accumulate con i suoi geniali imbrogli, dalla stupenda donna di cui si è incautamente innamorato» (dal press-book del film). «[Zampi] è sempre l'autore caratteristico che eccita alla risata giocando su motivi non soltanto insoliti ma riferibili a uno stile tipicamente inglese che Zampi pigmenta con un pizzico di estrosità vivacemente italiana che ricorda la sua origine» (Ciaccio).
 
ore 19.00
La manina di Fatma (ep. de I cuori infranti, 1963)
Regia: Vittorio Caprioli; soggetto e sceneggiatura: V. Caprioli, Giuseppe Patroni Griffi; fotografia: Marcello Gatti; scenografia: Francesco Bronzi; costumi: Pier Luigi Pizzi; musica: Fiorenzo Carpi; montaggio: Nino Baragli; interpreti: Franca Valeri, Aldo Giuffré, Paola Quattrini, Linda Sini, Tino Buazzelli, V. Caprioli; origine: Italia; produzione: Ima Film, Incei Film; durata: 35'
Fatma è la proprietaria di un baraccone da fiera, non più giovanissima, che non accetta di essere abbandonata dal suo uomo, Carlo, con il quale ha convissuto 15 anni. Costui le ha preferito una ragazza ricca e più giovane. I due stanno per convolare a nozze. La donna mette in atto qualsiasi stratagemma perché il matrimonio non avvenga. «È un personaggio che mi è molto simpatico perché è il personaggio di una donna che lotta, che si batte per difendere il suo amore con la stessa energia con cui per tutta la vita si è battuta per conquistare una posizione, sia pure fondata solo sul denaro […]. E anche questa sua volgarità plebea mi piace, perché è sana, spontanea, senza ombra di male» (Franca Valeri).
Vietato ai minori di anni 14
 
a seguire
La lepre e la tartaruga (ep. de Le quattro verità,1962)
Regia: Alessandro Blasetti; soggetto: da un'idea di Fréderic Grendel e Hervé Bromberger, ispirata a quattro favole di Jean De La Fontaine; sceneggiatura: A. Blasetti, Suso Cecchi D'Amico; fotografia: Carlo Di Palma; scenografia: Pier Luigi Pizzi; musica: Fiorenzo Carpi; montaggio: Giuliana Taucher; interpreti: Monica Vitti, Sylva Koscina, Rossano Brazzi, Gianrico Tedeschi, Mario Passante, A. Blasetti; origine: Francia/Italia/Spagna; produzione: Franco London Film, Madeleine Films, Ajace Cinematografica, Euro International Films, Hispamer Film; durata: 35'
Maddalena escogita qualsiasi strategia per riconquistare suo marito e strapparlo all'amante. «Fu Michelangelo [Antonioni] stesso a spingermi verso la commedia. Vi ero come predestinata: il mio maestro all'Accademia, Sergio Tofano, me lo ripeteva sempre: "Sei fatta per la commedia!". Lo capì Blasetti, che mi affidò un ruolo in un film a sketches (Le quattro verità, 1963) accanto a Rossano Brazzi» (Monica Vitti).
Vietato ai minori di anni 14
 
ore 20.30
Il giovedì (1964)
Regia: Dino Risi; soggetto e sceneggiatura: D. Risi, [Franco] Castellano e Pipolo [Giuseppe Moccia]; fotografia: Alfio Contini; scenografia: Alberto Boccianti; costumi: Danda Ortona; musica: Armando Trovajoli; montaggio: Gisa Radicchi Levi; interpreti: Walter Chiari, Michèle Mercier, Roberto Ciccolini, Umberto D'Orsi, Alice ed Ellen Kessler; origine: Italia; produzione: Centerfilm, D.D.L.; durata: 104'
«Dino Versino, separato dalla moglie, ogni giovedì incontra il figlioletto Robertino, col quale vive l'intera giornata nella speranza di "conquistarlo" e mostrarsi importante ai suoi occhi. Ma le circostanze e la fondamentale lontananza dei due, non fanno che acuire il loro distacco» (Poppi-Pecorari). «Voglio molto bene a Ilgiovedì, un filmetto che non ha avuto fortuna. Eppure Chiari era giusto, ma c'era qualcosa di strano tra Chiari e il cinematografo. È uno dei misteri del cinema: un attore che piace moltissimo a tre dimensioni e poi invece sullo schermo non passa. […] Ma il film era molto carino, dei "piccoli" è quello che amo di più, una storia che sentivo molto, che ho pensato io, piena di piccole cose autobiografiche» (Dino Risi).

 

 

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