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“Il 7 ottobre, al cinema Trevi, presentazione di “Supposte” di Tony De Bonis (2016)”
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Era inevitabile che il cinema debordante di Tony De Bonis incrociasse il corpo di Alvaro Vitali. Era naturale che queste due macchine da cinema, che hanno corso sempre parallelamente, su binari diversi, accomunate però da un eguale destino, sfilassero insieme, facendo convergere due universi cinematografici. L'Alvaro Vitali emblema (suo malgrado) della commedia sexy, poi ingenerosamente dimenticato, rinchiuso a vita nei panni del suo personaggio, Pierino, dimenticando le sue nobili origini nel cinema di Fellini (Satyricon, Roma, I clowns, Amarcord) e non solo (Che? di Polanski, La Tosca di Magni, Polvere di stelle di Sordi, Mordi e fuggi e Profumo di donna di Risi, Romanzo popolare di Monicelli), straordinaria maschera capace di catturare lo spettatore con una sola apparizione. E il Tony De Bonis inarrestabile creatore di film, in qualunque condizione, fuori da qualsiasi modello produttivo, che si è conquistato uno spazio nel cinema italiano con la sua contagiosa passione (trasformata infatti in una passione collettiva, che coinvolge amici e parenti). Su di lui scrisse un saggio memorabile Serafino Murri nel lontano 1999, quando l'Italia venne (s)travolta dall'ondata trash: «Tony De Bonis, in qualche modo, è lui stesso un personaggio scappato dal bianco e nero tragicomico di Ciprì e Maresco, per farsi regista. Nel frullato della sua sottocultura galleggiano pezzi maldigeriti di qualsiasi bruttura delle comunicazioni di massa: eppure questa blobbistica virtù, per quanto attinga all'arretratezza culturale, sembra incarnare agli occhi dei più esigenti gli stessi meccanismi portanti dell'era del trans-genderico, della mutazione, del morphing, il suo spirito infantile fino al midollo, il suo atteggiamento ingiudicabile tra disincanto e incantamento, tra emancipazione e tara mentale monomaniacale. E come nella migliore delle sue fiabe, il fenomeno De Bonis è viaggiato in un lampo, di bocca in bocca: proiezioni carbonare di entusiasti si sono susseguite in sale improvvisate della Capitale, dove topi di cineteca smaliziati hanno gridato (soffocati dalle risa) al miracolo. Così Tony De Bonis è finito premiato al Festival di Montreal, tempio della produzione indipendente di gusto».

ore 20.30 Incontro con Tony De Bonis e con la troupe del film
a seguire Supposte di Tony De Bonis (2016, 64')
Il Dr. Spizzichino è l'inventore di una scoperta elettronica interattiva intelligente, in grado di curare ogni malattia. Ciò comporta la crisi delle aziende farmaceutiche e di tutta la Sanità con l'arricchimento smodato della Nazione che detiene e commercializza tale scoperta. Dopo alterne vicende l'inventore riesce a vendere il brevetto sia in America che in Italia, devolvendo parte del ricavato all'Ospedale Bambin Gesù di Roma per finanziare la ricerca scientifica. Lo stile del film ricalca la progettualità scenica tipica di tutti i lavori del regista Tony De Bonis, che mescola interpreti di affermata professionalità con principianti. Ciò rende il film semplice e scorrevole, mettendo però in risalto temi sociali scottanti, come in questo caso la malasanità, il furto dei brevetti, la fuga dei cervelli all'estero, la sperimentazione più esasperata, la vivisezione, le diversità di genere. Tra gli interpreti, Alvaro Vitali e Stefania Corona. Soggetto e sceneggiatura: Claudio Lucarelli e Maria Berardi. Musiche: Frankie Volo e I Glicerina.
Una produzione: Interactive Systems Production Film.

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