
La giornata del 3 aprile di Custodi di Sogni ha dato spazio all’innovazione e alla riflessione sull’eredità del cinema, tra laboratori creativi, materiali rari e incontri con protagonisti della scena cinematografica e culturale. Un programma che ha messo in dialogo passato e futuro attraverso restauri inediti, archivi riscoperti e nuove generazioni di autori, anche qui rispecchiando le diverse anime e attività del Centro Sperimentale di Cinematografia.
SALA CINEMA CSC
La Scuola Nazionale di Cinema offre un confronto tra due generazioni di animatori con la presentazione dei cortometraggi La notte e Il cavaliere inesistente, introdotti da Lorenzo Marcoaldi, Enzo Porcelli e Paolo Tosini insieme agli allievi del corso di Conservazione e Management del Patrimonio Audiovisivo. «L'idea di mettere insieme questi due film, apparentemente molto diversi, vuole per mettere in risalto un modo di fare il cinema che in Italia è sempre più desueto, spesso questi film sono visti solo in contesti prettamente scolastici ma rivelano dei grandi talenti, un patrimonio che andrebbe invece maggiormente valorizzato» afferma Lorenzo Marcoaldi. Ad introdurre il film di Pino Zac, adattamento cinematografico del romanzo di Italo Calvino, interviene il Produttore del film Enzo Porcelli: «Decisi di accettare questa sfida con Pino e girammo a Praga: Pino all'epoca veniva considerato il "cattivo" della cultura italiana perché realizzava vignette dissacranti per giornali satirici e prendeva di mira i personaggi politici più influenti».
Grande interesse ha suscitato la presentazione del Fondo Enzo Nasso, digitalizzato per la prima volta in 4K grazie al progetto Rarovideo Channel Exclusive, a cura di Minerva Pictures e presentato da Gianluca Curti.
Nel tardo pomeriggio, si è parlato del rapporto tra Pier Paolo Pasolini e la censura in un incontro condotto da Piero Spila con la partecipazione di David Grieco e Giancarlo Scarchilli. David Grieco: «Pasolini era contro la censura, ma non solo sui suoi film, nei film di tutti. Una sera andammo a vedere in anteprima un film della Cavani, “Il portiere di notte”, per prepararci a difenderlo. I film di Pasolini venivano sequestrati e dissequestrati in continuazione, ad esempio “Il Decameron”, Pasolini è stato censurato anche dal partito comunista, da cui è stato espulso. L'omofobia purtroppo era ed è presente nel nostro paese». Giancarlo Scarchilli, autore del recente documentario Pier Paolo Pasolini una visione nuova: «Pasolini aveva la capacità di rendere sacri gli ultimi, anche attraverso l’uso della musica nei film». A seguire, la proiezione del film Una vita violenta di Brunello Rondi e Paolo Heusch, restaurato in collaborazione con l’associazione Cittadini del Mondo. Umberto Rondi ha dialogato con il pubblico in un incontro di approfondimento.
SALA PIETRO GERMI CSC
Protagonista della mattinata è stato il progetto Remake/Remodel, con la presentazione di cortometraggi realizzati dagli allievi del corso di montaggio della Scuola Nazionale di Cinema. Tra gli ospiti Francesca Calvelli, Annalisa Forgione, Roberto Perpignani e Danilo Torre. Nel pomeriggio, il Museo Nazionale del Cinema di Torino ha portato al festival The Story of William Tell, film perduto di Jack Cardiff, ritrovato e presentato da Maddalena Bernardini e Gabriele Angelo Perrone. Gabriele Angelo Perrone ha detto: «E’ una storia curiosa che oggi possiamo in parte ripercorrere; questo filmè iniziato ma non è mai stato terminato. Le riprese iniziarono il 9 giugno 1953 per terminare nel settembre dello stesso anno(…) Per un archivio filmico lavorare su questi materiali è una sfida: i materiali disponibili ci parlano di alcune fasi della preparazione e della lavorazione, ma fanno naturalmente riferimento ad un film mai terminato. Il nostro primo obiettivo è stato cercare di ricostruire la storia che la produzione era in procinto di realizzare. Alcuni materiali sono in bianco e nero, altri presentano dei test di colore, ma abbiamo voluto restituire lo status di incompiutezza».
L’incontro Quando eravamo al CSC… ha visto protagonisti Francesca Cima e Nicola Giuliano di Indigo Film, moderati da Mario Sesti, per una riflessione sul percorso formativo e produttivo della casa di produzione.
Successivamente, Alberto Anile e Gigi Oliviero hanno presentato il libro L’ultimo Don Camillo, dedicato a un film mai realizzato con Fernandel, mentre Antonella Felicioni ha illustrato il lavoro sui fondi dell’Archivio Fotografico della Cineteca Nazionale. Ha detto Felicioni: «I luoghi suggeriscono, raccontano, ma non sempre svelano. Al Centro Sperimentale di Cinematografia venne e a costituirsi anno per anno un Archivio Fotografico importante, ricco, diversificato nelle tematiche e nelle tipologie dei materiali. Al suo interno vede luce il Fondo CSC, un’entità archivistica che comprende un patrimonio stimato che va dalle 329.223 alle 500.000 unità circa, attualmente in fase di riorganizzazione. Come si compose questo Fondo, è un “mistero”». La giornata si è conclusa con la presentazione dei Quaderni del Restauro e dell’attività editoriale della Cineteca Nazionale a cura di Mario Sesti e Dario Edoardo Viganò.
SPAZIO SCENA
In apertura di serata, il festival ha reso omaggio a Gabriella Rosaleva con la proiezione del film Processo a Caterina Ross e un incontro coordinato da Annamaria Licciardello, con la partecipazione di Luisa Cutzu, Daniela Morelli, Emanuela Piovano e la stessa Rosaleva.
La giornata si è chiusa con un tuffo nella storia dei cineclub, grazie all’incontro C’erano una volta i cineclub, moderato da Steve Della Casa. Sono intervenuti Amedeo Fago, Marco Giusti, Paolo Luciani, Patrizia Pistagnesi, Gianni Romoli e Cristina Torelli. Durante la serata è stato ricordato Ciro Giorgini attraverso la proiezione di una selezione di cortometraggi sperimentali e documentari firmati da autori come Massimo Bacigalupo, Tonino De Bernardi, Adamo Vergine, Anna Lajolo, tra gli altri.
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